Scrivo di viaggi su Lonely Planet

Scrivo di viaggi su Lonely Planet

Gaia Giordani Lonely Planet
Ho scattato questa foto da una barca a Zanzibar nell’estate del 2017.

Breve introduzione sul tipo di viaggiatrice che sono: ho un’ossessione/fascinazione per gli squali che mi spinge a tuffarmi dal pontile appena vedo passare una pinna. A parte questa perversione sono una viaggiatrice normale, interessata alla fauna, alla flora e alle persone.

Sul sito di Lonely Planet Italia ho iniziato a scrivere dei viaggi che ho fatto, poi di quelli che mi piacerebbe fare, poi di quelli che faccio ogni volta che accendo Netflix e mi sparo un documentario nei posti più inaccessibili del pianeta. Ho stilato un galateo per viaggiatori iperconnessi senza scrivere mai “digital detox” (non è stato facile).

Ho scritto questo articolo sulle location da film dopo averne visto uno ambientato in Costa Azzurra che è stato girato interamente a Maiorca, e quest’altro sulle ambientazioni dei romanzi di Verne, Stevenson, Hemingway.

Eccomi in un momento di relax, nell’unico punto di ristoro a Stocking Island nelle Bahamas, mentre cerco refrigerio in una birra locale dopo essere sfuggita a un uragano che imperversava su Exuma e aver nuotato con delle simpatiche razze. Su YouTube c’è anche il video.

Visto che non ho alcun senso dell’orientamento ho cercato di capire quali sono le ragioni neuroscientifiche per cui tendiamo a perderci (e per chi viaggia a volte può essere una grande risorsa). Ho scoperto che stare a casa (d’altri) può essere il modo migliore di viaggiare.

Ogni tanto mi interrogo sui massimi sistemi. Internet ci ha tolto il piacere del viaggio? Come reagire alla sindrome da rientro? (Ripartendo subito, che domande). Qual è il vero costo di viaggiare a impatto ridotto? Quali sono i segni inequivocabili di una viaggio-dipendenza?

Ho scritto moltissimo di isole, che sono l’altra mia ossessione dopo gli squali: le isole remote, quelle che il tempo non riesce a scalfire e quelle in mezzo ai laghi.

La cosa che mi sono divertita di più a scrivere è quella sui picnic più strani del mondo. L’articolo a cui ho dedicato più tempo è un reportage sulle migliori compagnie aeree per viaggiare con gli animali anche se non ho più un cane da almeno dieci anni (perché si resta “canari” per sempre).

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